giovedì 4 dicembre 2008

PROIEZIONE film : V PER VENDETTA. VENERDì 5 Dicembre ore 18:00, Facoltà di Lettere e Filosofia, aula F, 2°piano


Vi segnaliamo
la proiezione del film V PER VENDETTA (James McTeigue, USA 2006)
all'interno del Cineforum organizzato alla Facoltà di Lettere e Filosofia
il film sarà proiettato alle ore 18:00 nell'aula F, al 2°piano della Facoltà di Lettere e Filosofia (via zanfarino)
buona visione!

sabato 15 novembre 2008

Chiarificazione...

Il coordinamento tiene a precisare che la manifestazione di lunedì 17 alle h 09:00 ha come unica motivazione
IL DIRITTO ALLO STUDIO.
Questa giornata infatti è ormai da anni una ricorrenza a Sassari, e nel 2008 assume una valenza particolare visto che l'istruzione in tutte le sue articolazioni si trova sotto attacco e sotto minaccia di smantellamento.
Non si ha dunque l'intenzione di scendere in piazza con le uniche motivazioni di andare contro figure istituzionali, ma ciò che ci spinge a portare ancora una volta le nostre ragioni in strada è la consapevolezza di avere il diritto a un'istruzione che sia pubblica, di qualità, antifascista, non omofoba e non sessista,popolare e gratuita.

Appuntamento dunque lunedì mattina alle h 09:00 in pzza d'Italia.

Rivendichiamo.

Giornata internazionale per il diritto allo studio

ANCORA UNA VOLTA TUTTE/I INSIEME

ci troviamo in piazza, anche in vista delle manovre governative, per urlare a squarciagola che l’istruzione è un diritto ad essere e così deve continuare!

17 NOVEMBRE

GIORNATA INTERNAZIONALE PER IL DIRITTO ALLO STUDIO

per un’istruzione, gratuita, popolare, di massa, non sessista, non omofoba, laica, antifascista, sarda

MANIFESTAZIONE

ore 9:00 PIAZZA D’ITALIA

MANIFESTAZIONE

ore 17:00 P.ZZA S. MARIA

ore 20 nella Facoltà di Lettere e Filosofia assemblea generale e tavoli di lavoro

Coordinamento studenti medi

Coordinamento genitori

Coordinamento scuole Sassari

Coordinamento studenti universitari

venerdì 14 novembre 2008

SVEGLIA SASSARI!! Sit-In all'Accademia delle Belle Arti






























Le nuove mosse

14 NOVEMBRE, TUTTI ALL'ACCADEMIA.
Domani l'Accademia delle Belle Arti di Sassari sarà attiva già dalla prima mettina. Saranno organizzate dagli artisti dell'accademia un gran numero di attività interessanti, dalle 09.00 fino a rimpire tutta la giornata: esposizioni, workshop, assemblee e proiezioni. Partecipiamo numerosi a quella che sarà di sicuro una bellissima giornata di protesta.

17 NOVEMBRE. GIORNATA INTERNAZIONALE DEL DIRITTO ALLO STUDIO.
Concentramento in Piazza d'Italia con arrivo in Piazza Università. Le manovre governative sono un ulteriore motivo per partecipare a questa giornata che vede mobilitazioni in tutte le nazioni. Abbiamo il diritto di istruirci, tutti. Abbiamo diritto di non sudare sangue per farlo. Abbiamo il diritto di avere un'istruzione di qualità, libera, laica, antifascista, non sessista, non omofoba, sarda! Abbiamo diritto all'accesso all'istruzione. Manifestiamo insieme e la sera alle 18 venite in facoltà a esporre idee, concetti, opinioni all'assemblea generale che si terrà nell'anfiteatro e ai tavoli di lavoro che seguiranno l'assemblea plenaria.
Informiaci, Ragioniamo, Distruggiamo l'ignoranza che ci opprime e ci tappa gli occhi.
IL SAPERE E' LIBERO. IL SAPERE E' LIBERTA'.

lunedì 10 novembre 2008

Documento Del Tavolo Politico

DOCUMENTO POLITICO DI RIVENDICAZIONE
DEI DIRITTI DEGLI STUDENTI
DELL’UNIVERSITA’
E DEGLI SPECIALIZZANDI PER L’INSEGNAMENTO


Documento stilato in assemblea pubblica permanente
da un comitato di studenti rappresentativo dell’Università di Sassari



***

Sassari, 30 Ottobre 2008


SCUOLA PUBBLICA, LAICA, DI MASSA, GRATUITA, ANTIFASCISTA


L’università pubblica, in questi ultimi due decenni, ha subito un attacco indiscriminato e violento contro tutti i suoi capisaldi. In ultimo, il decreto legge 137/08, cosiddetto "riforma Gelmini", nell’ambito di un esplicito programma di tagli e riduzione di spesa pubblica motivato principalmente dalla crisi del capitalismo, apre la strada a scenari di devastazione del sistema universitario italiano introducendo misure drastiche quali la privatizzazione delle istituzioni formative universitarie (e non solo, grazie alle estensioni del disegno di legge Aprea) e il blocco del turn-over per quanto riguarda l’assunzione di nuovi ricercatori.
Siamo convinti che l’Università e la ricerca siano il motore dello sviluppo della società, o che lo dovrebbero essere. Grazie all’introduzione di un sistema classista ed elitario, di cui la riforma Gelmini è punto di arrivo di un annoso percorso reazionario, gli atenei, da luogo di formazione e di crescita dell’individuo e della società si stanno trasformando in una istituzione per classi ricche e già detentrici di privilegi e potere, aumentando le discrimanazioni e il divario tra le classi sociali italiane. Questo è inaccettabile, e il movimento studentesco non retrocederà di un passo dalle posizioni che rivendichiamo in questo documento.
I principi sui quali orientiamo la nostra argomentazione sono quelli basilari sui quali si deve imperniare una società che si voglia definire civile. l’Università deve essere:

 Laica: il rispetto di ogni cultura presuppone la non imposizione di vedute di parte, quali esse siano. Con questo valore ci riferiamo non solo alla totale estraneità -rispetto a una società evoluta- di visioni clericali e oscurantiste all’interno dell’insegnamento, ma a qualsiasi imposizione di posizioni precostituite come violenza sul singolo (non in ultimo alle ammuffite impostazioni di stampo patriarcale, sessiste e discriminatorie che costituiscono il tradizionale impianto del modello educativo clericale e fascista).
 Pubblica e di massa: il sapere è di tutti. E’ la base della nostra cultura, e fonda il nostro modo di vivere. Per questo motivo, non può e non deve essere in mano a pochi, ma deve essere gestita e amministrata dalla più ampia componente sociale, con criteri di trasparenza ed equità.
 Gratuita: lo Stato si deve fare carico, come da mandato costituzionale, di assicurare ad ogni persona lo sviluppo completo della sua personalità. La gratuità della formazione superiore è componente essenziale di questa prospettiva, e non se ne può prescindere: uno stato che non investe nell’istruzione è uno stato fascista.
 Antifascista: il Coordinamento rifiuta e combatte il fascismo, i suoi metodi e i suoi principi, nella sua forma tradizionale e in tutte le sue emanazioni e derivati, dichiarate o larvate che siano. Riteniamo che il fascismo, per tutto ciò che ha storicamente rappresentato e che ancora rappresenta, tramite il pensiero e soprattutto le azioni dei suoi esponenti odierni, sia un fenomeno nel suo complesso incompatibile con qualsivoglia principio di società civile e progredita, un’espressione delle frange più retrograde, violente e antidemocratiche della classe dominante, e perciò non sia possibile concedergli spazio e cittadinanza in questa Repubblica. Denunciamo con forza tutti i tentativi da parte dei governi, apparentemente anche non di ispirazione fascista, di servirsi dell’azione squadrista per reprimere le lotte di studenti, lavoratori, immigrati e ogni altra classe o categoria che combatta per la propria dignità e libertà, così come denunciamo la demagogia fascista nel tentativo di infiltrarsi e compromettere la credibilità della lotta degli studenti contro questa riforma iniqua e vergognosa, che dà il colpo di grazia a un’istruzione che vogliamo diversa da sempre.

L’assemblea degli studenti, tenendo fede ai principi generali appena esposti, ha deciso articolare nei seguenti punti una strategia di lotta contro questo piano di riforma osceno voluto dal Governo Berlusconi.

Partecipazione democratica studentesca:

 lo studente è parte in causa nell’organismo universitario, ne è componente primario e determina in maniera partecipata e democratica le sue strutture e i suoi ordinamenti. Per questo motivo, la democrazia universitaria si declina in due organismi primari:
 Assemblee plenarie, che deliberano a maggioranza del 70 % degli immatricolati su argomenti di primaria importanza, sia dal punto di vista logistico-amministrativo che didattico.
 Rappresentanza studentesca: ogni corso di laurea avrà un rappresentante studentesco ogni dieci immatricolati, il cui mandato sarà biennale e revocabile dopo due assenze ingiustificate dagli organi di appartenenza, che è tenuto a rappresentare gli studenti del proprio corso solo per materie di ordinaria amministrazione.





Corso di formazione per l’insegnamento:

- Avviamento di un corso di formazione por docenti che rimpiazzi la SSIS. Vogliamo che l’insegnamento secondario continui ad essere una prospettiva di lavoro possibile. Ma questo nuovo istituto deve essere centrato sulle attività di tirocinio e sullo studio essenziale di discipline pedagogiche e psicologiche, non deve durare più di un anno e deve essere retribuito.



 Aggiornamento dei programmi e istituzione di cattedre nel rispetto di storia, lingua, letteratura e cultura che caratterizzano il popolo sardo. Pretendiamo che la lingua, la letteratura, la storia e la cultura sarda siano presenti a tutti i diversi livelli di istruzione al pari della lingua italiana.


 Eliminare tutti i presupposti normativi della riforma Gelmini a partire dall’autonomia finanziaria: chiediamo l’abolizione secca di ogni tappa del processo di attacco, squalificazione, depotenziamento e svendita ai privati e ai loro modelli educativi -basati su divinità metafisiche o in formato cartamoneta- contro l’istruzione pubblica e i valori fondanti della Repubblica.



Il Coordinamento degli Studenti di Sassari, riunitosi in data 29 ottobre 2008 nella Facoltà di Lettere e Filosofia, ha redatto il seguente documento contenente il progetto per una Università Pubbllica, di Massa, Laica, Libera, Gratuita e Antifascista.
Il coordinamento ha elaborato una serie di proposte che si articolano nei seguenti temi:
AUTONOMIA
• Lo Stato deve garantire, sulla base del numero degli studenti iscritti in ogni singolo ateneo, l’integrale finanziamento della formazione universitaria. Altrettanto deve avvenire riguardo all’istruzione primaria e secondaria. Per il volume dei fondi che richiede il sostentamento di queste istituzioni, il loro finanziamento è impossibile, se si intendono applicare i principî che proponiamo, con i soli contributi di enti, singoli, associazioni, fondazioni e società private del territorio.
• Deve dunque esistere:
a) una distribuzione proporzionale e ugualitaria delle risorse umane (qualità e numero della classe docente) in tutti gli atenei pubblici italiani;
b) una distribuzione proporzionale e ugualitaria dei finanziamenti a ogni singolo ateneo;
ECONOMIA
• Lo Stato è un patrimonio comune, come tale non deve sostentare in alcun modo, palese o travisato, strutture e iniziative private, meno che mai nel campo dell’istruzione ove opera un esplicito divieto costituzionale. Il suo scopo è quello di assicurare e di potenziare l’efficienza e la qualità delle istituzioni pubbliche, come l’Università.
• Lo Stato deve rimuovere le barriere di ordine economico e sociale che impediscono a chiunque di accedere a qualsiasi livello di formazione.
• Lo studio è un diritto universale. Le tasse e i contributi devono essere completamente rimossi.

DIDATTICA

• L’eccellenza delle Università Pubbliche è un valore primario che deve essere tutelato e salvaguardato in ogni singolo ateneo.
• La creazione di poli d’eccellenza è discriminante nei confronti di ogni altra sede disagiata (geograficamente e socialmente); quindi non deve essere contemplata dalla formazione universitaria pubblica.

• Deve essere completamente abolita la formula del 3 + 2 (triennio di base più biennio magistrale) e ripristino dei corsi di laurea con percorso unico e specialistico, perché abilitanti direttamente alla professione di cui gli stessi sono propedeutici.

• Abolizione dei crediti formativi (CFU), in quanto la conoscenza e la preparazione non sono quantificabili ma verificabili e giudicabili dai docenti preposti.

sabato 8 novembre 2008

Piccola Grande Assemblea..

Ieri mattina in piazza d'italia l'assemblea è andata bene. Soddifatti.
Ora tutti gli interventi li vogliamo sentire il 17 novembre alla manifestazione per il diritto allo studio.
La gente deve sentire quelle belle cose. La gente deve prendere coscienza.
Un sunto della Piccola Grande Assemblea: NON FERMIAMOCI. Nonostante ciò che dice il governo, i tagli ci saranno, diluiti nel tempo al massimo, ma ci saranno. E se anche ci ripensassero, non ci fermeremo comunque. Dopo aver trovato un metodo stabile di preparazione dei bimbi (probabilmente il migliore al mondo)non lo lasceremo disfare.
Siamo pronti a riunirci per togliere fuori le proposte. Lo faremo. Ieri ne sono già uscite molte. Non c'è che d'aver pazienza.
Intanto lunedì 10 assedieremo le facoltà con il nostro documento, non con uno fatto da qualche partito. Con quello degli studenti.