lunedì 10 novembre 2008

Documento Del Tavolo Politico

DOCUMENTO POLITICO DI RIVENDICAZIONE
DEI DIRITTI DEGLI STUDENTI
DELL’UNIVERSITA’
E DEGLI SPECIALIZZANDI PER L’INSEGNAMENTO


Documento stilato in assemblea pubblica permanente
da un comitato di studenti rappresentativo dell’Università di Sassari



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Sassari, 30 Ottobre 2008


SCUOLA PUBBLICA, LAICA, DI MASSA, GRATUITA, ANTIFASCISTA


L’università pubblica, in questi ultimi due decenni, ha subito un attacco indiscriminato e violento contro tutti i suoi capisaldi. In ultimo, il decreto legge 137/08, cosiddetto "riforma Gelmini", nell’ambito di un esplicito programma di tagli e riduzione di spesa pubblica motivato principalmente dalla crisi del capitalismo, apre la strada a scenari di devastazione del sistema universitario italiano introducendo misure drastiche quali la privatizzazione delle istituzioni formative universitarie (e non solo, grazie alle estensioni del disegno di legge Aprea) e il blocco del turn-over per quanto riguarda l’assunzione di nuovi ricercatori.
Siamo convinti che l’Università e la ricerca siano il motore dello sviluppo della società, o che lo dovrebbero essere. Grazie all’introduzione di un sistema classista ed elitario, di cui la riforma Gelmini è punto di arrivo di un annoso percorso reazionario, gli atenei, da luogo di formazione e di crescita dell’individuo e della società si stanno trasformando in una istituzione per classi ricche e già detentrici di privilegi e potere, aumentando le discrimanazioni e il divario tra le classi sociali italiane. Questo è inaccettabile, e il movimento studentesco non retrocederà di un passo dalle posizioni che rivendichiamo in questo documento.
I principi sui quali orientiamo la nostra argomentazione sono quelli basilari sui quali si deve imperniare una società che si voglia definire civile. l’Università deve essere:

 Laica: il rispetto di ogni cultura presuppone la non imposizione di vedute di parte, quali esse siano. Con questo valore ci riferiamo non solo alla totale estraneità -rispetto a una società evoluta- di visioni clericali e oscurantiste all’interno dell’insegnamento, ma a qualsiasi imposizione di posizioni precostituite come violenza sul singolo (non in ultimo alle ammuffite impostazioni di stampo patriarcale, sessiste e discriminatorie che costituiscono il tradizionale impianto del modello educativo clericale e fascista).
 Pubblica e di massa: il sapere è di tutti. E’ la base della nostra cultura, e fonda il nostro modo di vivere. Per questo motivo, non può e non deve essere in mano a pochi, ma deve essere gestita e amministrata dalla più ampia componente sociale, con criteri di trasparenza ed equità.
 Gratuita: lo Stato si deve fare carico, come da mandato costituzionale, di assicurare ad ogni persona lo sviluppo completo della sua personalità. La gratuità della formazione superiore è componente essenziale di questa prospettiva, e non se ne può prescindere: uno stato che non investe nell’istruzione è uno stato fascista.
 Antifascista: il Coordinamento rifiuta e combatte il fascismo, i suoi metodi e i suoi principi, nella sua forma tradizionale e in tutte le sue emanazioni e derivati, dichiarate o larvate che siano. Riteniamo che il fascismo, per tutto ciò che ha storicamente rappresentato e che ancora rappresenta, tramite il pensiero e soprattutto le azioni dei suoi esponenti odierni, sia un fenomeno nel suo complesso incompatibile con qualsivoglia principio di società civile e progredita, un’espressione delle frange più retrograde, violente e antidemocratiche della classe dominante, e perciò non sia possibile concedergli spazio e cittadinanza in questa Repubblica. Denunciamo con forza tutti i tentativi da parte dei governi, apparentemente anche non di ispirazione fascista, di servirsi dell’azione squadrista per reprimere le lotte di studenti, lavoratori, immigrati e ogni altra classe o categoria che combatta per la propria dignità e libertà, così come denunciamo la demagogia fascista nel tentativo di infiltrarsi e compromettere la credibilità della lotta degli studenti contro questa riforma iniqua e vergognosa, che dà il colpo di grazia a un’istruzione che vogliamo diversa da sempre.

L’assemblea degli studenti, tenendo fede ai principi generali appena esposti, ha deciso articolare nei seguenti punti una strategia di lotta contro questo piano di riforma osceno voluto dal Governo Berlusconi.

Partecipazione democratica studentesca:

 lo studente è parte in causa nell’organismo universitario, ne è componente primario e determina in maniera partecipata e democratica le sue strutture e i suoi ordinamenti. Per questo motivo, la democrazia universitaria si declina in due organismi primari:
 Assemblee plenarie, che deliberano a maggioranza del 70 % degli immatricolati su argomenti di primaria importanza, sia dal punto di vista logistico-amministrativo che didattico.
 Rappresentanza studentesca: ogni corso di laurea avrà un rappresentante studentesco ogni dieci immatricolati, il cui mandato sarà biennale e revocabile dopo due assenze ingiustificate dagli organi di appartenenza, che è tenuto a rappresentare gli studenti del proprio corso solo per materie di ordinaria amministrazione.





Corso di formazione per l’insegnamento:

- Avviamento di un corso di formazione por docenti che rimpiazzi la SSIS. Vogliamo che l’insegnamento secondario continui ad essere una prospettiva di lavoro possibile. Ma questo nuovo istituto deve essere centrato sulle attività di tirocinio e sullo studio essenziale di discipline pedagogiche e psicologiche, non deve durare più di un anno e deve essere retribuito.



 Aggiornamento dei programmi e istituzione di cattedre nel rispetto di storia, lingua, letteratura e cultura che caratterizzano il popolo sardo. Pretendiamo che la lingua, la letteratura, la storia e la cultura sarda siano presenti a tutti i diversi livelli di istruzione al pari della lingua italiana.


 Eliminare tutti i presupposti normativi della riforma Gelmini a partire dall’autonomia finanziaria: chiediamo l’abolizione secca di ogni tappa del processo di attacco, squalificazione, depotenziamento e svendita ai privati e ai loro modelli educativi -basati su divinità metafisiche o in formato cartamoneta- contro l’istruzione pubblica e i valori fondanti della Repubblica.



Il Coordinamento degli Studenti di Sassari, riunitosi in data 29 ottobre 2008 nella Facoltà di Lettere e Filosofia, ha redatto il seguente documento contenente il progetto per una Università Pubbllica, di Massa, Laica, Libera, Gratuita e Antifascista.
Il coordinamento ha elaborato una serie di proposte che si articolano nei seguenti temi:
AUTONOMIA
• Lo Stato deve garantire, sulla base del numero degli studenti iscritti in ogni singolo ateneo, l’integrale finanziamento della formazione universitaria. Altrettanto deve avvenire riguardo all’istruzione primaria e secondaria. Per il volume dei fondi che richiede il sostentamento di queste istituzioni, il loro finanziamento è impossibile, se si intendono applicare i principî che proponiamo, con i soli contributi di enti, singoli, associazioni, fondazioni e società private del territorio.
• Deve dunque esistere:
a) una distribuzione proporzionale e ugualitaria delle risorse umane (qualità e numero della classe docente) in tutti gli atenei pubblici italiani;
b) una distribuzione proporzionale e ugualitaria dei finanziamenti a ogni singolo ateneo;
ECONOMIA
• Lo Stato è un patrimonio comune, come tale non deve sostentare in alcun modo, palese o travisato, strutture e iniziative private, meno che mai nel campo dell’istruzione ove opera un esplicito divieto costituzionale. Il suo scopo è quello di assicurare e di potenziare l’efficienza e la qualità delle istituzioni pubbliche, come l’Università.
• Lo Stato deve rimuovere le barriere di ordine economico e sociale che impediscono a chiunque di accedere a qualsiasi livello di formazione.
• Lo studio è un diritto universale. Le tasse e i contributi devono essere completamente rimossi.

DIDATTICA

• L’eccellenza delle Università Pubbliche è un valore primario che deve essere tutelato e salvaguardato in ogni singolo ateneo.
• La creazione di poli d’eccellenza è discriminante nei confronti di ogni altra sede disagiata (geograficamente e socialmente); quindi non deve essere contemplata dalla formazione universitaria pubblica.

• Deve essere completamente abolita la formula del 3 + 2 (triennio di base più biennio magistrale) e ripristino dei corsi di laurea con percorso unico e specialistico, perché abilitanti direttamente alla professione di cui gli stessi sono propedeutici.

• Abolizione dei crediti formativi (CFU), in quanto la conoscenza e la preparazione non sono quantificabili ma verificabili e giudicabili dai docenti preposti.

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